Paradiso = Bicicletta

 

 

I L    P A R A D I S O ,

 

c i o è    L A   B I C I C L E T T A

 

 

 

” Lento en mi sombra, la penumbra hueca
 exploro con el baculo indeciso
 yo, que me figuraba el Paraíso
 bajo la especie de una biblioteca. “

 

(Lentamente nel mio buio, la penombra vuota
 vado esplorando con il bastone indeciso,
 io, che mi raffiguravo il Paradiso
 sotto forma di una biblioteca.)

 
   Sono versi tratti da Poema de los dones (Poesia dei doni) del grande scrittore e poeta argentino JORGE LUIS BORGES (Buenos Aires 1899 – Ginevra 1986), uno dei miei autori prediletti. Nel 1955, quando la cecità lo ha ormai avvolto, è nominato direttore della Biblioteca nazionale di Buenos Aires: e allora, con fine senso dell’ umorismo, parla della “magnifica ironia di Dio – che mi ha dato insieme i libri e la notte”, cioè gli 800 mila volumi della Biblioteca e la cecità. E’ una citazione che “devo” fare perché quando ho letto per la prima volta questa poesia, istintivamente mi è balenata una leggera ma sostanziale modifica del testo:
 

” Yo, que me figuraba el Paraíso
  bajo la especie de una BICICLETA. “

 
La traduzione è ovvia, quindi ve la risparmio. Anch’ io ho amato – e amo – i libri,
 
ma se qualcuno mi chiedesse: ” Cos’ è IL PARADISO ? “, la risposta sarebbe
 
fatalmente e inevitabilmente: ” UNA BICICLETTA ! “.
 
Buona lettura e buona pedalata !
 
 

Tanti auguri a me!

 

TANTI   AUGURI   A . . .   ME  ! ! !

 

 

 

Costigliole d’ Asti, 8 settembre 1990: gara ciclistica amatoriale, esco di strada in discesa, ambulanza, Ospedale civile di Asti, poi Ospedale civile di Alessandria: trauma cranico, ematoma sottodurale, lesioni cerebrali multiple: alle 18.30 entro in sala operatoria. Una decina di giorni di coma, poi un graduale risveglio e il ritorno alla lucidità. Rimembro come le avesse dette ieri le parole dell’ eccellente neurochirurgo che mi aveva . . . rimesso a posto: ” Lei ha un fisico fuori dal comune: ringrazi Dio, perché con una botta così c’era da restarci secchi”; la mia replica: ” Dottore, io ho la testa dura ! “; e lui: ” Lei è vivo perché ha la testa davvero dura: complimenti ! “. Questo incidente ha avuto conseguenze assortite, alcune di una certa gravità, e non è detto che sia finita. Uno dei neurologi ai quali avevo chiesto di dare un’ occhiata alla mia cartella clinica e di dirmi  ” Tutta la verità e nient’altro che la verità ! ” si è espresso esattamente così: ” L’ho esaminata con la massima attenzione e la verità è questa: col trauma che ha subìto, Le può capitare qualsiasi cosa in qualsiasi momento ” . Questa impietosa ma realistica diagnosi non mi ha toccato più di tanto e l’ho accettata con grande stoicismo: sono ancora qui e la passione per il ciclismo, che era già ad altissimi livelli, è aumentata sempre di più. Insomma, quello del ciclismo è un vero WONDERLAND, cioè un mondo delle meraviglie, come quello del celebre libro che narra le avventure di Alice, pubblicato nel 1865 da quel geniaccio di Lewis CARROLL. Un amico che ha seguito l’iter  delle mie vicissitudini e che è rimasto colpito dalla mia imperturbabilità o quasi nel sopportarle e nell’ accettarle, mi ha fatto avere questo significativo detto giapponese :

 

 ナナ  ころび              や  おき  

 

                           nana         korobi            ya    oki  

 

                          sette (volte) cadere      otto (volte) rialzarsi

 

E dunque oggi, 8 settembre 2015, festeggio i 25 anni della mia “seconda vita”: il  DIO DEL CICLISMO  voleva leggere   BICICLISMO . Così doveva essere . . .

 

                                                                                         e  così  sia   ! ! !

 

 

 

P. S. Un vivo ringraziamento a mio cugino STEFANO  SECOLI  per la grande perizia e la grandissima pazienza che ha dimostrato e continuerà a dimostrare nella messa a punto di  BICICLISMO : onore al merito !

 

 

 
 

 

 

Lance ARMSTRONG 1999 – 2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1999 – 2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L a n c e   A R M S T R O N G :

 

l e   R O I   ! ! ! ! ! ! !

 

 

” P R O S I T ! ”  ( 1-2-3-4-5-6-7)

 

 

 

 1 9 9 9

 

 

A R M S T R O N G

 

tappe 4 (3 crono ind.) – giallo  15

 

Alez  ZÜLLE  (Svi)  7′ 37″

 

Fernando  ESCARTÍN  (Spa)  10′ 26″

 

2 0 0 0

 

 

 

A R M S T R O N G

 

tappe 1 ( crono ind. ) – giallo 12

 

Jan  ULLRICH  ( Ger )  6′ 02″  

 

Joseba  BELOKI  ( Spa )  10′ 04″

 

2 0 0 1

 

 

 

 

 

A R M S T R O N G

 

tappe 4 ( 2 crono ind. ) – giallo  8

 

Jan  ULLRICH  ( Ger )  6′ 44″

 

Joseba  BELOKI  ( Spa )  9′ 05″

 

 

 

 

 

2 0 0 2

 

 

 

 

 

A R M S T R O N G

 

tappe 4 (due crono ) – giallo 11

 

Joseba  BELOKI  ( Spa ) 7′ 17″

 

Raimundas  RUMŠAS  ( Lit )  8′ 17″

 

 

 

                                                           

 

 

 A sinistra, io e il simpaticissimo spagnolo José Luis RUBIERA ( detto ‘Chechu‘ ) con la maglia della Kelme. Nato a Gijón il 27 gennaio 1973, professionista dal ’95 al 2010, è diventato fedelissimo scudiero di Lance Armstrong nel 2001, uno di quelli che gli ‘spianavano’ le montagne, grazie alle sue eccellenti doti di grimpeur: 5 maglie gialle del texano – ’01-’05 – portano dunque il suo autografo. Ha vinto 8 corse, fra cui 2 tappe del Giro d’ Italia ’97 e 2000; a destra, batte Gilberto Simoni, in ‘rosa’  nel ’01 e ’03

 

 

 

  

 

A  la  derecha :

 

” C H E C H U ”

 

 y

 

M I G U E L

 
 
 
 
 
 
 2 0 0 3
 

 

A R M S T R O N G

 

tappa 1 ( crono ind. ) – giallo  13

 

Jan  ULLRICH  ( Ger )  1′ 01″

 

 Aleksandr  VINOKUROV  ( Kaz )  4′ 14″

 

 

4 x 5 = 20
 
Da sinistra:Bernard HINAULT ( ’78-’79,’80-’82) Eddy MERCKX ( ’69-’72,’74)  ARMSTRONG  ( che stabilirà il nuovo record ) Miguel INDURAIN ( ’91-’95 )

 

 

                 

 

 A quota 5 un altro grande campione
 
Jacques ANQUETIL  (1934 -1987): ’57, ’61-’64

 

2 0 0 4

 

 

 

 

A R M S T R O N G

 

tappe 4 (1 crono ind. e 1 squadre ) – giallo 7

 

Andreas  KLÖDEN  ( Ger )  6′ 19″

 

Ivan BASSO  ( Ita )  6′ 40″

 

2 0 0 5

 

 

A R M S T R O N G

 

1 tappa ( cronosquadre ) – giallo  17

 

Ivan  BASSO  ( Ita )  4′ 40″

 

Jan  ULLRICH  ( Ger )  6′ 21″  

 

 

 

 

 
 

Eugenio MONTALE

 

Paul GAUGUIN
   Van Gogh che dipinge i girasoli  1888

 
 

Vincent VAN GOGH I girasoli 1888

 
 

Portami il girasole ch’io lo trapianti
 
nel mio terreno bruciato dal salino,
 
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
 l’ansietà del suo volto giallino.

 

Tendono alla chiarità le cose oscure,
  si esauriscono i corpi in un fluire
  di tinte: queste in musiche. Svanire
  è dunque la ventura delle venture.  

 

Portami tu la pianta che conduce
  dove sorgono bionde trasparenze
  e vapora la vita quale essenza;

 

 

portami il girasole impazzito di luce.

 

 

 

*        *        *

 

 

 
 

Eugenio MONTALE (Genova 12/10/1896 – Milano 12/9/1981)

 
 

*        *        *

 

Antico, sono ubriacato dalla voce
 ch’esce dalle tue bocche quando si schiudono
 come verdi campane e si ributtano
 indietro e si disciolgono.

 

 

La casa delle mie estati lontane,
 t’era accanto, lo sai,
 là nel paese dove il sole cuoce
 e annuvolano l’aria le zanzare.
 Come allora oggi in tua presenza impietro,
 mare, ma non più degno
 mi credo del solenne ammonimento
 del tuo respiro. Tu m’hai detto primo
 che il piccino fermento
 del mio cuore non era che un momento
 del tuo; che mi era in fondo
 la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
 e insieme fisso:
 e svuotarmi così d’ogni lordura
 come tu fai che sbatti sulle sponde
 tra sugheri alghe asterie
 le inutili macerie del tuo abisso.

 
 

(Entrambe le poesie sono tratte da Ossi di seppia1925)

 

Yukiya ARASHIRO

 

Ecco il giapponese YUKIYA ARASHIRO. Nato il 22 settembre 1984 e professionista dal 2006, lo vediamo con la maglia di campione nazionale del Sol Levante e insieme a un suo… tifoso a quattro zampe. Nel 2016 ha corso per la Lampre-Merida e si è distinto nella 6a tappa del Tour de France 2016 conquistando il premio della combattività in quanto protagonista di una lunghissima fuga – quasi 170 km – insieme a Jan BÁRTA (Rep. Ceca); nel 2017 una nuova maglia per il nipponico: è infatti passato alla Bahrain-Merida

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

新      城           幸      也         万         歳

 

Ara  shiro    Yuki  ya     ban   zai ! 

 

ARASHIRO         YUKIYA            BANZAI   !

 
 

 

 

Lotta Lepistö

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

… ET  LE  DIEU  DU  CYCLISME CRÉA

 

L O T T A      L E P I S T Ö  ! ! !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

« Allez  B. B. ! »                                          « Tsemppiä  L. L. ! »

 

 

 

DOHA (Qatar) 9 -16 ottobre 2016. I mondiali di ciclismo su strada iniziano con la cronometro a squadre donne élite. Questo l’ordine d’arrivo: 1. Boels – Dolmans (Ola), 2. Canyon-Sram (Ger) a 48″, 3. Cervélo-Bigla (Svi) a 1’58”; il giorno 15 nella prova su strada – sempre élite – sfreccia Amalie DIDERIKSEN (Dan) che “brucia” Kirsten WILD (Ola) e la finlandese Lotta LEPISTÖ

 

 

 

Sopra: il podio della cronosquadre è davvero storico: una “prima” mondiale assoluta per la Finlandia, poiché della formazione svizzera fa parte Lotta (la prima a sinistra). Sotto:  lo sprint al cardiopalmo della prova in linea, che significa un altro podio: insomma, due medaglie di bronzo in sei giorni, e quindi un posto memorabile nella favola bella del ciclismo

 

 

 

Quando è stata chiamata per la premiazione, Lotta ha improvvisato, per una ventina di secondi, uno show che mi ha letteralmente tolto il fiato: lo spettacolo di un’ atleta nordica che esulta in un modo così veemente, sanguigno, diciamo pure … caliente, mi ha lasciato senza parola, mi ha folgorato. A questa folgorazione ha contribuito in maniera determinante il fatto che se per ipotesi fosse capitato a me di salire su un podio mondiale, mi sarei comportato allo stesso modo: anzi, avrei rincarato la dose, nel modo e nei tempi !!! E dunque tre immagini che non hanno bisogno di commento, poiché parlano, anzi gridano, da sole

   

Nata il 28 giugno 1989, ha conquistato 8 titoli nazionali élite (5 in linea, 3 a cronometro); nel 2016 ha ottenuto sei vittorie. Va bene in salita, sul passo e in volata; insomma, non le manca proprio nulla: sentiremo ancora parlare di lei, non c’è dubbio. Chiudiamo con altre 4 immagini: le congratulazioni di Eddy MERCKX  (la ‘storia’ e la ‘leggenda’ del ciclismo si stringono la mano), Lotta “floreale”, una volata principesca, un costume tipico della sua terra e, dulcis in fundo, ” Complimenti ! ” ( naturalmente in lingua finlandese)

 

   

 

   

 

                 
 

Machado -Jiménez

A  Juan  Ramón  Jiménez

 

                                                                               per il suo libro  Arie  tristi

 

Era una notte del mese
 
di maggio, azzurra e serena.
 
Sopra la punta del cipresso
 
splendeva la luna piena,

 

illuminando la fontana
 
da cui l’acqua sgorgava
 
singhiozzando a intermittenza.
 
 Solo la fontana si sentiva.

 

Poi, si udì l’accento
 
di un nascosto usignolo.
 
 Spezzò una raffica di vento
 
la curva dello zampillo.

 

E una dolce melodia
 
 si diffuse per tutto il giardino;
 
 fra i mirti suonava
 
un musico il suo violino.

 

Era un concorde lamento
 
di gioventù e di amore
 
che innalzavano la luna e il vento,
 
 l’acqua e l’usignolo.

 

” Il giardino ha una fontana
 
e la fontana una chimera… “
 
cantava una voce dolente,
 
anima della primavera.

 

Tacque la voce e il violino
 
 cessò la sua melodia.
 
Rimase la malinconia
 
a muoversi per il giardino.
 
Solo la fontana si sentiva. 

 

 

 

Due poeti spagnoli. A sinistra Antonio MACHADO  (1875-1939), che dedica questi versi
 
– tratti da Campos de Castilla1912 – al caro amico J. R. JIMÉNEZ (1881-1958,  a destra); in rosso, una citazione tratta da Arie tristi1903  ( traduz. di A.  Gonella )

 

 

 

 
 

 

 

 

 

Edita PUCINSKAITE

 

 

edita

 

  Edita PUCINSKAITE, ex-ciclista della Lituania, l’unica ad aver vinto Giro d’ Italia (2006-2007),Tour de France (1998) e campionato del mondo su strada  (Verona 1999)

 

 

 

 

Edita ieri e oggi

 

 Con la maglia della nazionale lituana, con quella iridata e relativa medaglia d’ oro inquadrate e tenute sotto vetro. Per le sue imprese sulle due ruote, anche la “nostra” è da … tenere sotto vetro !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

” GIRO ” 2016: Nibali o K R U I J S W I J K ?

 

” GIRO ” 2016:  si  scrive   Nibali

 

ma  si  legge  K R U I J S W I J K   ! ! !

 

 

 

Questa è la M I A classifica finale del Giro 2016 :
 1. KRUIJSWIJK 2. CHAVES 3. VALVERDE 4. ASTANA (soprattutto Scarponi, Fuglsang, Kangert e – massì ! – Nibali ). Partenza 19a tappa Pinerolo-Risoul : in classifica, il “tulipano” precede Nibali di 4’43”; dopo lo scollinamento del Colle dell’Agnello l’olandese cade : acciacchi vari e frattura di una costola, che ne compromettono in maniera irrimediabile quello che al 99% sarebbe stato un happy end; Nibali vince con 4’54” su di lui, Chaves passa in testa alla classifica. 20a tappa: a S. Anna di Vinadio vince Rein Taaramae, Nibali a 6’44” (e maglia rosa), Valverde a 6’57”, Kruijswijk a 8’13”, Chaves a 8’20”. Si chiude a Torino con questa classifica “ufficiale”: 1° Nibali, 2° Chaves a 52″, 3° Valverde a 1’17”, 4° Kruijswijk a 1’50”, ma non c’è dubbio veruno che anche stavolta il  “vincitore morale”  è proprio lui. Ecco una sequenza di immagini molto significative, una sorta di ‘Odissea’ del nederlandese, il quale tra l’altro – e con tutto il rispetto per i suoi compagni della Lotto NL Jumbo – in pratica non aveva quasi squadra.

 

steven-e-armando

 

” Bravo Steven ! Sei il più forte ! “

 

( Fotografia di Enzo RIVELLA )

 

 

 

 

Per completare il discorso, suggerisco di rivedere su YOUTUBE la durissima 16a tappa del Giro 2015: sulle rampe del Mortirolo sembra che Kruijswijk pedali… in pianura ! Una alla volta, miete un sacco di vittime, Fabio Aru compreso: ‘sopravvivono’ alle sue micidiali sferzate solo Contador e Landa, che gli danno pochissimi cambi; ad Aprica vince Landa, ma Contador (che è Contador!) afferma che il “vincitore morale” di quell’epica giornata è Kruijswijk: un tipo di vittoria che purtroppo ha avuto un seguito al Giro di quest’anno. E chiudiamo con Dante Alighieri: “Parole non ci appulcro ” (Inf. VII, 6O) significa che le fotografie non hanno bisogno di essere impreziosite con espressioni di plauso e di ammirazione, poiché parlano da sole.
 Tot ziens ! (=Arrivederci! ), grande Steven !

 


 mortirolo-pendenze
 mortirolo-percorso-tappa

 
 

 

 

Alejandro VALVERDE

 

 

V I V A     V A L V E R D E E E   ! ! !

 

 

 

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A l e j a n d r o   V A L V E R D E  y  Armando Gonella

 

Questa fotografia risale a giovedì 16 ottobre 2003 (rifornimento “Giro del Piemonte”). La domenica precedente si erano svolti i Campionati del mondo professionisti su strada ad Hamilton, in Canada con vittoria dello spagnolo Igor ASTARLOA, che aveva preceduto di 5″ il connazionale Alejandro VALVERDE, del quale sono un aficionado ( ‘tifoso’ ) fin da allora poiché avevo subito capito che si trattava di un corridore al quale si schiudeva il cosiddetto radioso avvenire. E così è stato: lui, Alberto Contador e Joaquim “Purito” Rodríguez hanno costituito in questo decennio un trio che ha portato il ciclismo spagnolo ai vertici mondiali nelle gare a tappe e in linea.
 ALEJANDRO VALVERDE BELMONTE è nato a Las Lumbreras de Monteagudo (Murcia) il 25 aprile 1980; ha corso per Kelme, Com. Valenciana, Illes Balears, Caisse d’Epargne e Movistar: ecco il suo sostanzioso palmarès. GARE A TAPPE: Tour de France, 6° nel 2007 e 4° nel 2014; Vuelta a España, 1° nel 2009, 2° nel 2006 e 2012, 3° nel 2003, 2013 e 2014, 4° nel 2004, 5° nel 2008 (evidentemente l’aria di casa gli fa molto bene); Delfinato, 1° nel 2008-2009; Giro di Catalogna, 1° nel 2009. CLASSICHE IN LINEA: Liegi-Bastogne-Liegi: 1° nel 2006, 2008, 2015; 2° nel 2014, 3° nel 2013; Freccia Vallone: 1° nel 2006, 2014-2016 (4 vittorie sul terribile “muro” di Huy: un record assoluto); Giro di Lombardia: 2° nel 2013-2014; Clásica San Sebastián: 1° nel 2008, 2014; 2 campionati spagnoli: strada 2008, cronometro 2014; 8 tappe alla Vuelta, 4 al Tour; sei volte sul podio ai mondiali su strada:  nel 2003 e 2005;  nel 2006, 2012, 2013 e 2014; manca solo il gradino più alto, ma sia lui che io e i suoi tantissimi aficionados confidiamo che la maglia iridata possa mettere un suggello prestigioso a una carriera così fulgida. Per concludere, la classifica U.C.I World Tour: 1° nel 2006, 2008, 2014, 2015.
 Alcuni signori ( U.C.I, W.A.D.A, C.O.N.I ) che prima di emettere certe sentenze dovrebbero guardarsi bene nello specchio, lo hanno fermato per due anni (2010-2011); poi, il nostro è rientrato alla grande, alla… Valverde, insomma, riassaporando il gusto di smaglianti vittorie e di ottimi piazzamenti. A inconfutabile dimostrazione della sua classe, la Movistar gli ha rinnovato il contratto fino al 2017, anche se dovrà condividere la leadership con lo scalpitante colombiano NAIRO QUINTANA – classe 1995, cioè 10 anni di meno – vincitore del Giro d’Italia 2014. Non ho dubbi che ” El Imbatido ” continuerà a dimostrare che “la classe non è acqua”; e allora:

 

¡ A Ú P A, A L E J A N D R O !

 

 

 

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valverde-vittoria25 aprile: il corridore iberico ha compiuto 35 anni e ha voluto festeggiare il genetliaco in maniera principesca. Domenica 19: 2° all’Amstel Gold Race dietro al polacco Michal Kwiatkowski, campione del mondo (fotografia in alto); mercoledì 22:  alla Freccia Vallone (e tre !); domenica 26:  alla Liegi-Bastogne-Liegi (e tre! – fotografia in basso): di sicuro, la più succulenta settimana della sua fulgida carriera

 

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Ecco il sontuoso podio del TOUR DE FRANCE 2015 :
 1° CHRIS FROOME,
 2° NAIRO QUINTANA
 a 1’12”,
 3° ALEJANDRO EL GRANDE a 5’25”: è il suo primo podio sugli Champs-Élysées

 

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Onore ai vincitori delle varie classifiche: FROOME generale e scalatori, SAGAN a punti, QUINTANA giovani, BARDET combattività, MOVISTAR a squadre; ma onore anche ai vinti, rappresentati da SÉBASTIEN CHAVANEL della FDJ, ultimo arrivato (160° su 198 partenti, a 4h 56′ 59”), il quale però sa anche vincere

 

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Progetti  di. . .  guerra !

 

 

 

 

 

valverde-famiglia-2

 

 

 

Quadretto famigliare

 

 

 

 

 

V A L V E R D E !

 

S E M P R E   V A L V E R D E ! !

 

F O R T I S S I M A M E N T E   V A L V E R D E ! ! !

 

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Un suo ennesimo sprint micidiale. Quarta tappa della VUELTA 2015: li mette in fila tutti quanti, a cominciare da Peter SAGAN, che il 27 settembre a Richmond (Virginia, U. S. A. ) conquisterà la maglia iridata davanti a Matthews, Navardauskas, Kristoff e Valverde

 

logo-vuelta-2015-new

 

maglie-vuelta-2015

 

I “magnifici quattro”:
 da sinistra, RODRÍGUEZ (combinata), ARU (classifica generale), VALVERDE (punti) e FRAILE (GPM)

 

 

 “EL IMBATIDO”:  in classifica generale (a 6’47” da Fabio ARU) e due vittorie: a punti su “Purito” Rodríguez ed Esteban Chaves, a squadre (Movistar su Sky e Katusha)

 


 Freccia Vallone 2016
: che sprint sull’irlandese Daniel Martin e sul francese Julian Alaphilippe ! E quattro: un record assoluto in questa classica delle Ardenne; sul podio, insieme lui, la fortissima Anna van der Breggen, l’olandese che ha trionfato nella prova femminile

 

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 Mondiali su strada. Il campione di Murcia è un abbonato al podio (due volte 2° e quattro volte 3°: un altro record). A sinistra, Valkenburg 2012, insieme al belga Philippe Gilbert e al norvegese Edvald Boasson Hagen; a destra, Firenze 2013, di nuovo in eccellente compagnia, cioè l’altro iberico Joaquim Rodríguez e il portoghese Rui Alberto Faria Da Costa, anche lui della Movistar, che passerà all’italiana Lampre-Merida: il primo, e unico, lusitano che ha conquistato la maglia iridata
 (P. S. A Firenze c’ero anch’io, lungo la salita che porta a Fiesole)

 

valverde-arrivo-andalo

 

andalo-percorso-e-vittoria-valverde

 

valverde-podio-giro-da-solo

 

E finalmente, a 36 anni compiuti, l’esordio al Giro d’ Italia, dove comincia e procede molto bene fino a quando incappa, ahimè !, in una giornata-no a Corvara: molti lo danno per spacciato, ma il corridore che porta l’ appellativo di “EL IMBATIDO” è uno che non molla. Infatti ritorna subito il Valverde che io ho “battezzato” Alejandro el Grande e lo dimostra nella contrarreloj (= prova a cronometro) Castelrotto – Alpe di Siusi: un 3° posto principesco, a soli 23″ dal russo Foliforov e dalla maglia rosa Kruijswijk. Un giorno di riposo, e si riparte con la Bressanone-Andalo: il murciano, l’olandese in rosa e il russo Zakarin attaccano e lasciano tutti per strada; Valverde trionfa da par suo ed è 3° in classifica, posizione che conserverà fino a Torino: nella capitale sabauda conclude il Giro raggiungendo i due obiettivi che si era prefisso alla partenza: una vittoria di tappa e il podio. A Pinerolo ho avuto il grandissimo piacere di rivederlo e di offrirgli queste pagine che illustrano e omaggiano la sua straordinaria carriera

 

valverde-canesciolto

 

 ” ALEJANDRO EL GRANDE “

 

 

 

valverde-tifosi

 

 ¡ ARRIBA  ESPAÑA  y  ARRIBA  VALVERDE !

 

 

 

( Le due ultime immagini sono di Enzo RIVELLA, mio amico e grande appassionato di fotografia e di ciclismo. Pinerolo, il 27 maggio 2016, è stato il preludio di una collaborazione che – come speriamo – sarà assidua, proficua e divertente)

 
 

 

 

Andrey AMADOR

 

 

amador-canesciolto

 
 

   Ecco Andrey AMADOR Bikkazakova, nato in Costa Rica nel 1986 (il secondo cognome è quello della madre, di origine russa). Professionista dal 2009, è stato 4° al ‘Giro’ 2015 dietro Contador, Aru e Landa; validissima spalla di Valverde, quest’anno ha indossato la maglia rosa nella tappa friulana Palmanova-Cividale (e in Costa Rica è stata festa nazionale!) concludendo 8° a 13’21” da Nibali. Ai mondiali 2015 di Richmond (USA) ha conquistato con la Movistar un pregevole 3° posto nella cronometro a squadre

 
 

( Fotografia di Enzo  RIVELLA )

 
 
 
 

ANGELO   e   STEFANO   M A R E L L O :

 

calcio e ciclismo, Langa e Pavese

 

Angelo e Stefano Marello

 

Una tavolata che vede giulivamente radunati ANGELO MARELLO e un gruppo di cari amici: ne ricordo solo qualcuno, con predilezione per gli ex-corridori ciclisti Italo Zilioli (2° da sinistra), Nino Defilippis (2° seduto a destra) e Franco Balmamion (1° seduto a destra), oltre allo chansonnier Gipo Farassino (1° in piedi a destra, col braccio sulla spalla di Angelo). Appassionato di calcio (soprattutto del ” Torino” di… ieri: Claudio Sala, Zaccarelli, Fossati, Crippa, Cereser, Rampanti, Vieri, Ferrini e tanti tanti altri), ma appassionatissimo di ciclismo, ANGELO merita un quadro a tutto tondo, che un giorno gli dedicherò.

 

Stefano Marello

 

Per intanto ricordo suo fratello STEFANO
 
(Vesime d’Asti 1927 – Torino 2004)

 

Stefano quanto ?            Stefano quando ?
 Stefano tanto                        Stefano ora
 Stefano tutto                   Stefano ancora
 Stefano sempre

 

Stefano terra                   Stefano dove ?
 Stefano vigna                         Stefano qui
 Stefano Langa                      Stefano ciao !

 

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 Vitis Sancti Stephani Ad Belbum Vita
 ” La vite di Santo Stefano Belbo (è) vita “

 

La famiglia Marello ha vissuto alcuni anni a Santo Stefano Belbo, centro langarolo dove sono nati Angelo e Cesare PAVESE (1908 – Torino 1950). Uno dei più cari amici dello scrittore, forse il più caro, era il compaesano Pinolo SCAGLIONE (il “Nuto” della Luna e i falò): ho avuto il grande piacere di incontrarlo alcune volte e abbiamo parlato quasi solo di “Pavèis“, del quale condivido soprattutto la passione per la cultura classica greco-latina e l’amore… folle per la campagna (“Rimuginavo che non c’era niente di più bello di una vigna ben zappata, ben legata, con le foglie giuste e quell’odore della terra cotta dal sole d’agosto . . . Io sono scemo, dicevo, da vent’anni me ne sto via e questi paesi mi aspettano. Mi ricordai la delusione ch’era stata camminare la prima volta per le strade di Genova – ci camminavo nel mezzo e cercavo un po’ d’erba . . . un canneto, un odor di fascina, un pezzo di vigna, dov’erano?” – “I grilli e le cicale mi cantavano nel sangue, davano voce all’estate, vivevano” – “Ogni parola che sa di campagna mi tocca e mi scuote”: proprio come succede al sottoscritto).

 

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Conservo come una reliquia la fotografia che ritrae Pinolo con il suo leggendario clarino. Il nome di “Nuto” costella in lungo e in largo La luna e i falò (1950), l’ultimo libro di Pavese. Ecco due paragrafi del II capitolo:
 “Nuto il falegname del Salto, il mio complice delle prime fughe a Canelli, aveva poi per dieci anni suonato il clarino su tutte le feste, su tutti i balli della vallata. Per lui il mondo era stato una festa continua di dieci anni, sapeva tutti i bevitori, i saltimbanchi, le allegrie dei paesi.
 Da un anno tutte le volte che faccio una scappata passo a trovarlo. La sua casa è a mezza costa sul Salto, dà sul libero stradone; c’è un odore di legno fresco, di fiori e di trucioli che, nei primi tempi della Mora, a me che venivo da un casotto e da un’aia sembrava un altro mondo: era l’odore della strada, dei musicanti, delle ville di Canelli dove non ero mai stato”.

 


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La squola itagliana

LA   SQUOLA   ITAGLIANA

 

In diverse regioni della nostra Penisola ho un buon numero di amici e conoscenti che insegnano in scuole di ogni ordine e grado: da sempre mi parlano delle disfunzioni – per non dire di peggio – del nostro sistema scolastico, riconducendo la responsabilità maggiore di questo sfascio al Ministero della Pubblica Istruzione, che io ribattezzerei molto più logicamente come Ministero della Pubblica Ignoranza. Purtroppo non c’è molto da ridere: vediamo se questa poesia del grande TRILUSSA può strappare almeno un sorrisetto.

 

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 La modestia der Somaro

 

– Quello che te fa danno è la modestia:
 
– disse un Cavallo a un Ciuccio – ecco perché
 
nun sei riuscito a diventà una bestia
 
nobbile e generosa come me !

 

Er Ciuccio disse: Stupido che sei !
 
S’io ciavevo davero l’ambizzione
 
de fa’ cariera, a ‘st’ora già sarei
 
Ministro de la Pubbrica Istruzione !

 

 ( Le cose, 1922 )

 

E già che ce semo, continuiamo a “trilussare”.

 

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” SETTIMO:  N O N   R U B A R E “

 

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R I M E D I O

 

Un Lupo disse a Giove: – Quarche pecora
 
dice ch’io rubbo troppo… Ce vo un freno
 
per impedì che inventino ‘ste chiacchiere… –
 
E Giove je rispose: – Rubba meno.

 

 ( Giove e le bestie, 1932 )

 

 *      *      *

 

Dulcis in fundo, ecco una dedica alla miriade di quei parlamentari “voltagabbana” che trascorrono allegrissimamente da un partito all’altro, con l’obiettivo primario o quasi unico di arraffare e di magnare il più possibile: “Buon appetito ! ”

 

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SUFFRAGGIO UNIVERSALE

 

Un’Aquila diceva: – Dar momento
 che adesso c’è er suffraggio universale,
 bisognerà che puro l’animale
 ciabbia un rappresentante ar Parlamento;
 dato l’allargamento, o prima o poi,
 doppo le donne lo daranno a noi.

 

Ma allora chi faremo deputato ?
 Quale sarà la bestia indipennente
 che rappresenti più direttamente
 la classe animalesca de lo Stato ?
 e a l’occasione esterni er su’ pensiero
 senza leccà le zampe ar Ministero ?

 

Per conto mio, la sola che sia degna
 de bazzicà la Cammera e conosca
 l’idee de l’onorevoli è la Mosca,
 perché vola, s’intrufola, s’ingegna,
 e in fatto de partiti, sia chi sia,
 passa sopra a qualunque porcheria !

 

( Ommini e bestie, 1923 )

 

*      *      *

 

Le Edizioni MONDADORI hanno pubblicato tutte le raccolte poetiche di TRILUSSA in singoli volumi e in TUTTE LE POESIE; ne raccomando vivissimamente la lettura: vi divertirete un mondo !

 
 

 

 

Tom SIMPSON – Mont VENTOUX

Mont Ventoux, 14 luglio 2016: vince il belga Thomas De Gendt

 

* * * Chris Froome: non ci sono parole

 

*   *   *   *   *

 

M O N T   V E N T O U X

 

SOLE e PIETRA , OSANNA e TRAGEDIA

 

Nell’antica Grecia alcune montagne erano ritenute sacre: le due principali erano l’ Olimpo, dimora degli Dèi, e l’ Elicona, dimora delle nove Muse. Anche il ciclismo ha le sue montagne “sacre”: in terra di Provenza troneggia il massiccio del Mont Ventoux ( ‘Mont Chauve’ ), dove la religione, la musica e la poesia della bicicletta si intrecciano in mirabile simbiosi. Angeli e dèmoni costellano le pendici di questa montagna, allo stesso tempo inferno paradisiaco e paradiso infernale. La prima ascesa documentata è quella – descritta in una lettera – di Francesco PETRARCA che nell’ aprile del 1336 insieme al fratello Gherardo raggiunge tra non lievi difficoltà la vetta del “Monte Ventoso“: di fronte a un panorama mozzafiato, legge alcune pagine delle Confessioni di sant’ Agostino.

 

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13 luglio 1967: 13a tappa del Tour de France,
 Marseille-Carpentras, km. 211, 5. “Les dieux ont soif “:
 la vittima predestinata del Mont Ventoux è

 

 T O M   S I M P S O N

 

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(La sua tomba ad HARWORTH, Nottinghamshire)

 

 

 

 

Alla cara memoria di

 

TOM  SIMPSON

 

affettuoso marito di HELEN

 

 e amorevole padre di JANE e JOANNE,

 

scomparso sul Mont Ventoux, in Francia,

 

il 13 luglio 1967, a 29 anni di età

 

mentre partecipava con la squadra britannica

 

al Tour de France.

 

La sofferenza fisica era grande, non aveva quasi più forza nelle gambe

 


 
ma lui non volle  arrendersi

 

*     *     *

 

 

 


 

 

Rimettetemi in sella

 

La storia di  TOM  SIMPSON

 

(Testimoni del suo dramma affermano di averlo sentito dire queste parole dopo la prima caduta sul Ventoux)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

S O   L O N G ,   T O M   !

 

 


 

 

Alé Piemunt !!!

 
 
A l é     P I E M U N T    ! ! !  
 

 

 

Dopo una pausa, diciamo pure un buio piuttosto fitto, da 4-5 anni il Piemonte è tornato alla ribalta del ciclismo italiano, europeo e mondiale (la Luna può aspettare: ci vuole tempo, ma non è detto che…). Tre nomi sopra tutti hanno contribuito a questo ‘rinascimento’ ciclistico: in campo maschile Filippo GANNA, in campo femminile Elisa LONGO BORGHINI ed Elisa BALSAMO

 

F I L I P P O   G A N N A 

 

 

 

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Nato a Verbania il 25 luglio 1996. Le ultime maglie che ha indossato: Pedale Ossolano (allievo, 20 vittorie), Castanese Verbania, Aspir. Otelli-Castanese, Viris Maserati e quella del bergamasco Team Colpack. Queste sono le perle del suo palmarès: 2012 campione italiano a cronometro allievi, successo ribadito nel 2014 tra gli juniores, accompagnato dal titolo nell’ inseguimento individuale; nel 2016 tocca la vetta: a Londra è campione mondiale ancora nell’ inseguimento, battendo in finale il tedesco Domenic Weinstein (4’16″141 e 56.219 di media); 3° è l’inglese Andrew Tennant. I cinque connazionali che lo hanno preceduto in quest’ impresa sono uno più illustre dell’altro: Fausto Coppi ’47 e ’49, Antonio Bevilacqua ’50-51, Guido Messina ’54-56, Leandro Faggin ’63, ’65, ’66; chiude la serie Francesco Moser nel 1976, cioè  40 anni fa

 

  E ora un briciolo di cultura. Nel canto IV dell’Inferno, Dante, guidato da Virgilio (“O de li altri poeti onore e lume […] Tu se’ lo mio maestro e ‘l mio autore”, canto I, vv. 82, 85), incontra altri quattro grandi ‘colleghi’ nel campo della poesia: il greco Omero e i latini Orazio, Ovidio e Lucano, cinque in tutto, i quali con grande benevolenza e segni di onore “mi fecer de la loro schiera, –   sí ch’io fui sesto tra cotanto senno” (vv. 101-102). Il riferimento è automatico e lampante: Ganna è sesto, in compagnia di questi cinque campioni e dato che il ciclismo per me è poesia, il paragone calza a pennello 

 

 

 

ganna-podio-mondiale-pista

 

ganna-medagliere

 

Oltre che pistard di livello planetario, il nostro è fortissimo anche su strada. Il 29 maggio della stagione in corso il successo forse più prestigioso a livello europeo, nientemeno che la Paris-Roubaix Espoirs (Under 23): 182 km. e 21 settori di pavé , un antipasto di cosa aspetta questi baldissimi giovanotti quando saranno professionisti (auguri a tutti !); media del vincitore 40.749, a 49″ i primi inseguitori, il belga Jenthe Biermans e il neozelandese Hamish Schreurs. L’Inferno del Nord porta in Paradiso, però bisogna pedalare ! Ai ‘sopravvissuti’ di questa prova massacrante possiamo dedicare il film “All’inferno e ritorno” (To Hell and Back 1951) di Jesse Hibbs, con Audie Murphy. A proposito, da una vita vado affermando che la Paris-Roubaix non è una corsa ciclistica, ma un vero e proprio poema. Il 25 giugno un nuovo titolo nazionale contro le lancette a Romanengo (Cremona): il vantaggio sul secondo, il marchigiano Giovanni Carboni, è risicato, appena 5″; completa il podio Seid Lizde (foto  sotto)

 

ganna-podio-crono-2016

 

Il 12 luglio Ganna ne ha combinata un’ altra delle sue. Al velodromo di Montichiari (Brescia) ha conquistato il titolo europeo nell’ inseguimento: con 4’14″165 – nuovo record italiano – ha battuto in finale il portoghese Ivo OLIVEIRA, 4″17’448: ancora un record, ancora un podio, ancora una maglia, ancora una medaglia

 
 

 

 

” Cinque Stelle ” : p u a h !!!

 

“Fàtece largo che passamo noi,

 

 le giovinotte de l’ Italia bella…”

 

 

 

E’ il grido di guerra delle duedue nuove sindachelle di questa squinternatissima terra italica (altro che “Italia bella”!), due taumaturgiche vispe Terese appartenenti all’esotica tribù dei cri-cri-cri, che una giuliva cometa in vena di scherzi proveniente dalla galassia nana NGC 4605 – distante 16 milioni di anni luce – ha trasportato sul nostro pianeta, tribù della quale trovate dettagliate notizie nei più autorevoli ed aggiornati manuali antroposoficosiderurgici, nonchè in quelli che trattano di bassa politica.Gli appartenenti alla suddetta stirpe provengono proprio da distanze siderali, cioè da un altro mondo; l’ emerita “società dei magnaccioni” a cui appartengono tutti gli altri politici italiani per loro è una schifezza e non perdono occasione per scriverlo, per dirlo, per dididirlo, per ribadirlo, per ririribadirlo, per strillarlo, per urlarlo a squarciagola; loro vivono di pane e acqua, loro non rubano, loro sono puliti – si lavano sette volte al giorno – , loro pensano solo al bene del cosiddetto popolo sovrano (di cos’è ‘sovrano’ il popolo?), loro combatteranno fino all’ultimo sangue il male che impera ovunque (“Vincere o morire: alalà !”), loro qui, loro là, loroloroloro: vogliono ricostruire questa sfasciata Italietta a loro immagine e somiglianza, loro tirano sempre diritto;

 

i battaglioni “G”, quelli del DucettoGrilletto, eseguono ciecamente e biecamente tutto quanto proclama il loro profeta, ‘sto buffone di corte che ha fatto dell’ insulto e del vilipendio la sua arma prediletta, forse l’ unica che questo Draghignazzo usa e della quale abusa: ma poiché la speranza è l’ultima a morire (“Spes ultima dea“, dicevano gli antichi Romani) aspettiamo che i cri-cri-cri ritornino lassù, da dove sono partiti.

 

TRILUSSA ALL'OMBRA

 

A Roma l’ha spuntata VirginiaRaggidiLuna, a Turin invece BirraChiaraAppendino: e vabbè. Vi risparmio le loro celestiali fattezze, tanto le potete contemplare su gazzettini e gazzettoni, bollettini e bollettoni di TuttItalia; mi limito dunque a dedicare due poesie del grandissimo romano – e romanesco – TRILUSSA (1871-1950) alle suddette madamigelle e a chi le ha votate, sperando che prima o poi – magari in preda a un raptus di lucidità – qualcuno o tanti o tantissimi se ne pentano più o meno amaramente: mai mettere limiti al Fato! Nella prima poesia è citata Roma“: aggiungiamo “Turin” e Les jeux sont faits !, così non facciamo torto a nessuna delle due. E dunque, in attesa della prossima pantomima, sotto a chi tocca.

 

DOPPO  L’ ELEZZIONI

 

Nun c’ era un muro senza un manifesto,
  Roma s’era vestita d’Arlecchino;
  ogni passo trovavi un attacchino
  ch’ appiccicava un candidato onesto,
  cor programma politico a colori
  pe’ sbarbaja’ la vista a l’ elettori.

 

Promesse in verde, affermazzioni in rosso,
  convincimenti in giallo e in ogni idea
  ce se vedeva un pezzo de livrea
  ch’ er candidato s’era messa addosso
  co’ la speranza de servi’ er Paese…
  ( Viaggi pagati e mille lire ar mese. )

 

Ma ringrazziamo Iddio ! ‘Sta vorta puro
  la commedia è finita, e in settimana
  farà giustizia la Nettezza Urbana
  che lesto e presto raschierà dar muro
  l’ideali attaccati co’ la colla,
  che so’ serviti a ingarbujà la folla.

 

De tanta carta resterà, se mai,
  schiaffato su per aria, Dio sa come,
  quarche avviso sbiadito con un nome
  d’un candidato che cià speso assai…
  Ma eletto o no, finché l’avviso dura,
  sarà er ricordo d’una fregatura.

 

(verso 6: sbarbaja’ = abbagliare ; v. 18: ingarbuja’ = confondere)

 

(da Ommini e bestie, 1922)trilussa - poesie

 

L’ ELEZZIONE  DER  PRESIDENTE

 

Un giorno tutti quanti l’animali
  sottomessi al lavoro
  decisero d’elegge un Presidente
  che je guardasse l’interessi loro.
  C’era la Società de li Maiali,
  la Società der Toro,
  er Circolo der Basto e de la Soma,
  la Lega indipendente
  fra li Somari residenti a Roma;
  eppoi la Fratellanza
  de li Gatti soriani, de li Cani,
  de li Cavalli senza vetturini,
  la Lega fra le Vacche, Bovi e affini…
  Tutti pijorno parte a l’adunanza.

 

Un Somarello, che pe’ l’ambizzione
  de fasse elegge s’era messo addosso
  la pelle d’un leone,
  disse: — Bestie elettore, io so’ commosso:
  la civirtà, la libbertà, er progresso…
  ecco er vero programma che ciò io:
  ch’è l’istesso der popolo ! Per cui
  voterete compatti er nome mio… —
  Defatti venne eletto propio lui.

 

Er Somaro, contento, fece un rajo,
  e allora solo er popolo bestione
  s’accorse de lo sbajo
  d’avé pijato un ciuccio p’un leone!
  — Miffarolo !… Imbrojone !… Buvattaro !…
  — Ho pijato possesso: —
  disse allora er Somaro — e nu’ la pianto
  nemmanco se morite d’accidente.
  Peggio pe’ voi che me ciavete messo !
  Silenzio ! e rispettate er Presidente !

 

( ” Miffarolo = Bugiardo ” ; ” Buvattaro = Fanfarone” )

 

( da Le favole, 1922)

 

 *   *   * 

 

Par condicio: e dunque un omaggio anche ai ‘magnifici due. . .’
    MatteuccioRenzino &
                     BeppinoGrillettoParlante 
 li quali, proprio come er numero uno, valgono quarche cosa solo perché una massa de zeri je va’ appresso; l’ omaggio si estende a questa massa de zeri che se credeno er mejo de l’ Italia pronti a ‘na rivoluzione che nun te dico. Obiettivo: per gli altri la ghigliottina, per loro le poltrone e – già che ce semo – el dinero, con annessi e connessi: o l é , e vinca il peggiore (i candidati sono millanta) !

 

N U M M E R I

 

– Conterò poco, è vero:
  – diceva l’ Uno ar Zero –
  ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
  Sia ne l’azzione come ner pensiero
  rimani un coso vôto e inconcrudente.
  Io, invece, se me metto a capofila
  de cinque zeri tale e quale a te,
  lo sai quanto divento? Centomila.
  E’ questione de nummeri. A un dipresso
  è quello che succede ar dittatore
  che cresce de potenza e de valore
  più so’ li zeri che je vanno appresso.

 

(da Acqua e vino, 1944)
 P. S. La Casa editrice Mondadori ha pubblicato tutte le opere di TRILUSSA, singolarmente o in volume unico; ve le consiglio vivissimamente: ci sarà da divertirsi.

 

  *   *   *    *   *

 

citazione di silone 2

 

Concludo il discorso ‘politico’ con il grande scrittore abruzzese Ignazio SILONE (1900-1978): un aforisma e due citazioni tratte da Fontamara (titolo del libro di cui consiglio la lettura), il nome della cittadina abruzzese – precisamente nella Marsica – posta al centro della narrazione.

 

Sono parole di Berardo Viola, un appartenente alla categoria dei ‘cafoni’, cioè i poveri, poverissimi contadini contro i quali si scatenano tutti i potenti e i ricchi (potenti e ricchi sono poi la stessa cosa: principe Torlonia, politici, clero, avvocati, proprietari, industriali…) per rubargli anche il pane e cipolla che costituiscono il loro misero sostentamento, dopo aver lavorato giorno e notte fino a sfiancarsi. Partiamo dall’ inizio:”Ogni governo è sempre composto di ladri” egli ragionava. “Per i cafoni è meglio, naturalmente, che il Governo sia composto di un solo ladro piuttosto che di cinquecento. Perché un gran ladro, per quanto grande sia, mangia sempre meno di cinquecento ladri, piccoli e affamati.”

 
” In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno
  lo sa.”
  “Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra.
  “Poi vengono le guardie del principe.
  “Poi vengono i cani delle guardie del principe.
  “Poi, nulla.
  “Poi, ancora nulla.
  “Poi, ancora nulla.
  “Poi vengoni i cafoni.
  E si può dire ch’è finito.”
 

Pubblicato prima all’estero (Zurigo, 1933) che in Italia (1947; ediz. definitiva 1953), Fontamara è stato tradotto in una trentina di lingue: un autentico e clamoroso successo mondiale.

 
 

 

 

Caro Cit

C A R O   C I T . . .

 

nino defilippis

 

. . . rimasto ‘orfano’ di Fausto Coppi, per chi potevo e dovevo tifare se non per te, in cui vedevo concentrata la quintessenza del mio corridore (e del mio uomo) ideale, cioè un cocktail di potenza e di coraggio, di estro e di avventatezza che spesso sconfinava nella follia, ma una follia innocua, le cui sole vittime designate erano i malcapitati che incappavano in una delle tue folgoranti “giornate-sì” ? E poi, l’inusuale schiettezza, il parlare sempre forte e chiaro (del genere “Pane al pane e vino al vino”), quel tuo non piegarti, non sottometterti a nessuno, non venderti, non svenderti mai: questo era il corridore – e questo era l’ uomo – che piaceva a me:
 questo era il Cit . Arvedse, grande NINO !

 

P. S. Nino Defilippis ci ha lasciati il 13 luglio 2010, portandosi dietro molto della mia adolescenza

 

SIMPSON CON DEFILIPPIS

 

DEFILIPPIS VAN LOOY MONDIALE '61

 

Due secondi posti che “bruciano”, entrambi del 1961. Sopra: il 26 marzo, a Wetteren, Tom SIMPSON lo batte al Giro delle Fiandre; sotto: il 3 settembre, a Berna, Rik VAN LOOY lo batte al campionato del mondo

 
 

 

 

Franco Balmamion

F R A N C O   B A L M A M I O N

 

   C A N A V E S A N O   D. O. C.

 

Nato a Nole Canavese (Torino) l’11 gennaio 1940, esordisce da allievo a 17 anni, poi passa dilettante; ricordiamo almeno i due ‘gioielli’ del 1960: la Torino-Valtournenche e la classica a tappe San Pellegrino. Professionista dal ’61 al ’72 (Bianchi, Carpano, Cynar, Sanson, Molteni, Salvarani, Scic) ottiene12 vittorie, alcune di assoluto prestigio; due Giri d’ Italia consecutivi: ’62 (su Massignan a 3’57” e Defilippis a 5’02”; partiti 130, arrrivati 47) e ’63 (su Adorni a 2’24” e Zancanaro a 3’15”); sempre al Giro, 2° nel ’67 a 3’36” da Gimondi; 1962: Milano-Torino (profeta in patria!) su Adorni e Giro dell’Appennino su Nencini: disputato il 23 settembre, aveva segnato l’ esordio al professionismo del ventunenne Italo Zilioli; 1963: Campionato di Zurigo seguito a 1’06” dal torinese Angelo CONTERNO (il primo italiano ad aggiudicarsi la Vuelta, nel 1956); 1967: vince, anzi “stravince” il campionato italiano, un durissimo Giro di Toscana di 256 km, gli ultimi 30 da solo, lasciando a 3’30” – sentite un po’ ! – Dancelli, Adorni, Gimondi, Motta ecc. ; lo stesso anno è 3° al Tour, a 7’23 da Roger Pingeon, un’ edizione funestata il 13 luglio dalla tragica scomparsa dell’inglese Tom SIMPSON (che Franco definisce “generoso e forte”) sulle paurose rampe finali del Mont Ventoux:  qui sotto – a partire da sinistra – la maglia gialla Pingeon, Balmamion, Janssen, Poulidor e Gimondi

 

balmamion-ventoux

 

 Giri” due, ma tappe zero: e con questo ?
  A parlare e a dissentire si fa presto.
  Avanti, in sella: provate e poi vedrete
  cosa vuol dire, così comprenderete,
  così potrete dal vivo constatare
  se ha vinto perché lo han lasciato andare
  oppure perché ce la metteva tutta.
  Tante giornate belle, qualcuna brutta:
  eccolo sempre lì, sempre con i primi.
  Altro che storie ! Zancanaro Ronchini
  Taccone Adorni Carlesi Battistini
  il Cit  De Rosso Soler e tutti gli altri
  decisi ringhianti sornioni e scaltri:
  ma contro ‘sto Balmamion niente da fare !
  La maglia rosa ?  Una seconda pelle . . .
  Cinque e poi sette: che maglie belle belle !

 

A Franco Balmamion tanto di cappello:
  intelligenza e forza, gambe e cervello !

 

Dopo la poesia, la prosa. ” A Armando, con grande amicizia – Franco Balmamion “: omaggio e dedica de Il campione silenzioso, di Bruno BILI (Bradipolibri, Torino, 2002); tutto sul corridore canavesano “in presa diretta”.

 

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Che bella idea esser Carrea

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CHE BELLA IDEA – ESSER C A R R E A !

 

 

 

Coppi_rosa1C O P P I mi vuole
  con pioggia o sole
  grandine o vento
  sempre contento
  perché non mollo
  perché non crollo
  perché son forte
   M I L A N O   I N   R O S A : 
  ” Milano o morte ! “

 

 

 

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P A R I G I   I N   G I A L L O : 
  ” Parigi o morte ! “
 con  F a u s t o  in guerra
 nemici a terra
 F a u s t o è vittoria
 e gloria gloria ! ! !

 

 

 

ESSER C A R R E A – CHE BELLA IDEA !

 

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ANDREA ” SANDRINO” CARREA, un alessandrino purosangue, come Fausto Coppi. Nato a Gavi il 14 agosto 1924, dopo tante tante tante salite dure e durissime condivise con il suo capitano, finalmente ha messo le ali e lo ha raggiunto lassù, partendo da Cassano Spinola il 13 gennaio 2013

 

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è   M E G L I O   L A   B I C I C L E T T A A A ! ! !

 

( Idea e fotografia di BRUNO CORREGGIA ma la battuta è mia )

 

 

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“Ci siamo anche noi !

 

Arriveremo in tempo massimo ? “

 
 

 

 

Teresio Ferrari


 T E R E S I O   F E R R A R I:

 

C I C L I S M O  e  A R T E

 

 

 

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 TERESIO ANGELO FERRARI è nato a Langosco Lomellina (Pavia) il 5 dicembre 1932 e nei primi anni Sessanta si è trasferito a Novi Ligure (Alessandria). Garzone meccanico, poi servizio militare, quindi la bicicletta i cui ottimi risultati lo fanno entrare nella lista degli azzurrabili per il campionato mondiale dilettanti del 1955, che si sarebbe svolto a Frascati. Durante il Gran Premio Liberazione (Roma), è a un passo, anzi a… una pedalata dalla vittoria quando la mala sorte lo prende di mira: dapprima lo scontro con uno spettatore, poi una moto del seguito che lo colpisce alla schiena e infine – ma guarda un po’ – una macchina dell’organizzazione che gli dà il colpo di grazia; fratture e lussazioni sparse, ginocchio destro a pezzi, ingessature e degenze: la classica carriera stroncata sul nascere.
 Campione italiano di canottaggio, carrozziere con i fiocchi, detiene alcuni brevetti di costruzione e di assemblaggio. L’estro creativo lo porta a cimentarsi dapprima con la scultura, campo in cui ottiene eccellenti risultati, fino a quando decide di dedicarsi esclusivamente alla pittura: dal ritratto al paesaggio marino o agreste al volo lirico-onirico, dal gattino in mezzo ai fiori al solitario in meditazione e così via secondo l’ispirazione delle Muse (tra i suoi pittori prediletti, il fiammingo Pieter Paul Rubens, 1577-1640.) Verso la pittura di oggi in generale non ha un’opinione troppo lusinghiera (e non è l’unico): si assiste troppo spesso a scarabocchi che si vogliono far passare come opere d’arte e per le quali – ahimè – non mancano acquirenti, disposti a sborsare cifre spropositate. I quadri dell’ amico Teresio abbelliranno assiduamente “BICICLISMO” vista la nostra comune passionissima per questo meravigliosissimo sport: ha ritratto decine di campioni di ieri e di oggi (Coppi, Bartali, Magni, Defilippis, Balmamion, Gimondi, Merckx, Moser, Saronni, Hinault, Chiappucci, Pantani e via pedalando).

 

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In anteprima, ecco un suo paesaggio caraibico, mentre l’altra immagine lo ritrae insieme ad Alessandro BALLAN, campione del mondo professionisti nel 2008 a Varese, con vittorie e piazzamenti in prestigiose classiche. Anche lui – come decine di altri colleghi – è stato vittima della piovra dell’anti-doping e condannato a due anni di squalifica. IO sono stato, sono, e sarò sempre dalla parte dei corridori. Questo  è  il  mio  parere: con la  vita  che fanno,

 

l  ” ANTI DOPING  CONTROL “  non  si  discute :

 

va  semplicemente  A B O L I T O  !

 

 

 

 
 

 

 

Vincenzo Franco

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    Con  ‘Censo‘ e la sua famiglia ero amico da non so quanto tempo. Quando ci ha lasciati, ho scritto un biglietto che rispecchiava esattamente quello che pensavo e con mia grandissima sorpresa (ma anche con adeguata emozione e commozione) ho visto che i suoi famigliari hanno deciso di pubblicare le mie righe sul classico “ricordino”: dunque le riporto qui, per dimostrare quello che ‘Censo’ e il ciclismo significano per me

 
 

 

 

Alfieri – Gerbi

 
Incontro  immaginario  con
 
 
VITTORIO  ALFIERI
 
 
( La fantasia al potere, il potere alla fantasia ! )
 
 
 
 
“Signor Conte, nella galleria dei tanti personaggi di cui ha trasposto le vicende in teatro – spesso con tinte truci e sanguigne – c’ è qualcuno che potrebbe fare una degna figura, quella di primattore, per intenderci ?
 
 ” E come no ! Il nome che mi viene in mente è quello di un nostro concittadino il quale, pur non avendo avuto a che fare con tradimenti, congiure, veleni e simili – se non in senso metaforico – presenta in maniera inoppugnabile i tratti diciamo pure più focosi di alcuni miei personaggi: ovviamente è Giovanni Gerbi. Infatti ho buttato giù le prime battute che cantano le sue imprese, passate col tempo dalla storia alla leggenda, una sorta di chanson de geste del ciclismo direi, dove non mancheranno agguati, cariche, squilli di tromba e così via: insomma il repertorio ‘canonico’ di questo genere di composizioni “
 
Perché  Gerbi ? “ 
 
” La risposta è ovvia : perché era un vero diavolo, perché mi piace il suo modo di vivere, di correre, di vincere, di stravincere, di perdere e di far perdere, di arrabbiarsi e di far arrabbiare. E dunque, i tre atti del mio ‘dramma ciclistico’ – è davvero il caso di definirlo così – racconteranno in versi spesso incandescenti tutte le volte in cui la sua ‘ira funesta’ (per dirla con Omero) si è abbattuta con poca o veruna pietà sui malcapitati compagni di avventura. Nella storia del ciclismo – dai primordi fino ad oggi – si annidano a centinaia tradimenti, congiure, scazzottate, veleni  e così via, cioè l’intero e classico repertorio di una ‘tragedia’: in senso metaforico, certo, però siamo lì. Ma il mondo della bicicletta abbonda altresì di tante bellissime, fascinose immagini che ne fanno un universo quasi ipnotico, “pieno di malìa” (come Pinkerton definisce lo sguardo di Madama Butterfly nell’opera di Giacomo Puccini), che ti conquista e ti attanaglia: e dunque, viva il ciclismo! “
 
 
“La ringrazio, signor Conte. Aspettiamo con grande interesse, diciamo pure con trepidazione, questo suo lavoro: ci tenga informati”
 
  stemma alfieri
 
    
 
Lo stemma gentilizio della famiglia Alfieri, con due motti in francese e in latino: ” Tort ne dure ” si può rendere con “Prima o poi, tutto si paga” e ” Hostili tincta cruore ” significa “Bagnata del sangue nemico”, come risulta chiaramente dai rossi artigli dell’ aquila