Paul GAUGUIN
 
Van Gogh che dipinge i girasoli  1888

 
 

Vincent VAN GOGH I girasoli 1888

 
 

Portami il girasole ch’io lo trapianti
 
nel mio terreno bruciato dal salino,
 
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
 l’ansietà del suo volto giallino.

 

Tendono alla chiarità le cose oscure,
  si esauriscono i corpi in un fluire
  di tinte: queste in musiche. Svanire
  è dunque la ventura delle venture.  

 

Portami tu la pianta che conduce
  dove sorgono bionde trasparenze
  e vapora la vita quale essenza;

 

 

portami il girasole impazzito di luce.

 

 

 

*        *        *

 

 

 
 

Eugenio MONTALE (Genova 12/10/1896 – Milano 12/9/1981)

 
 

*        *        *

 

Antico, sono ubriacato dalla voce
 ch’esce dalle tue bocche quando si schiudono
 come verdi campane e si ributtano
 indietro e si disciolgono.

 

 

La casa delle mie estati lontane,
 t’era accanto, lo sai,
 là nel paese dove il sole cuoce
 e annuvolano l’aria le zanzare.
 Come allora oggi in tua presenza impietro,
 mare, ma non più degno
 mi credo del solenne ammonimento
 del tuo respiro. Tu m’hai detto primo
 che il piccino fermento
 del mio cuore non era che un momento
 del tuo; che mi era in fondo
 la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
 e insieme fisso:
 e svuotarmi così d’ogni lordura
 come tu fai che sbatti sulle sponde
 tra sugheri alghe asterie
 le inutili macerie del tuo abisso.

 
 

(Entrambe le poesie sono tratte da Ossi di seppia1925)