Valverde

 

V A L V E R D E   !

 

S E M P R E   V A L V E R D E    ! !

 

F O R T I S S I M A M E N T E    V A L V E R D E  ! ! !

 

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A l e j a n d r o   V A L V E R D E   ( y  Armando Gonella )

 

Questa fotografia risale a giovedì 16 ottobre 2003 (rifornimento “Giro del Piemonte”).        La domenica precedente si erano svolti i Campionati del mondo professionisti su strada ad Hamilton, in Canada con vittoria dello spagnolo Igor ASTARLOA, che aveva preceduto di 5″    il connazionale Alejandro VALVERDE, del quale sono un aficionado ( ‘tifoso’ ) fin da allora poiché avevo subito capito che si trattava di un corridore al quale si schiudeva il cosiddetto radioso avvenire. E così è stato: lui, Alberto Contador e Joaquim “Purito” Rodríguez hanno costituito in questo decennio un trio che ha portato il ciclismo spagnolo ai vertici mondiali nelle gare a tappe e in linea.
 ALEJANDRO VALVERDE BELMONTE è nato a Las Lumbreras de Monteagudo (Murcia) il 25 aprile 1980; ha corso per Kelme, Com. Valenciana, Illes Balears, Caisse d’Epargne e Movistar: ecco il suo sostanzioso palmarès. GARE A TAPPE: Tour de France, 6° nel 2007 e 4° nel 2014; Vuelta a España, 1° nel 2009, 2° nel 2006 e 2012, 3° nel 2003, 2013 e 2014, 4° nel 2004, 5° nel 2008 (evidentemente l’aria di casa gli fa molto bene); Delfinato, 1° nel 2008-2009; Giro di Catalogna, 1° nel 2009. CLASSICHE IN LINEA: Liegi-Bastogne-Liegi: 1° nel 2006, 2008, 2015; 2° nel 2014, 3° nel 2013; Freccia Vallone: 1° nel 2006, 2014-2016 (4 vittorie sul terribile “muro” di Huy: un record assoluto); Giro di Lombardia: 2° nel 2013-2014; Clásica San Sebastián: 1° nel 2008, 2014; 2 campionati spagnoli: strada 2008, cronometro 2014; 8 tappe alla Vuelta, 4 al Tour; sei volte sul podio ai mondiali su strada:  nel 2003 e 2005;  nel 2006, 2012, 2013 e 2014; manca solo il gradino più alto, ma sia lui che io e i suoi tantissimi aficionados confidiamo che la maglia iridata possa mettere un suggello prestigioso a una carriera così fulgida. Per concludere, la classifica U.C.I World Tour: 1° nel 2006, 2008, 2014, 2015.
 Alcuni signori ( U.C.I, W.A.D.A, C.O.N.I ) che prima di emettere certe sentenze dovrebbero guardarsi bene nello specchio, lo hanno fermato per due anni (2010-2011); poi, il nostro è rientrato alla grande, alla… Valverde, insomma, riassaporando il gusto di smaglianti vittorie e di ottimi piazzamenti. A inconfutabile dimostrazione della sua classe, la Movistar gli ha rinnovato il contratto fino al 2017, anche se dovrà condividere la leadership con lo scalpitante colombiano NAIRO QUINTANA – classe 1995, cioè 10 anni di meno – vincitore del Giro d’Italia 2014. Non ho dubbi che ” El Imbatido ” continuerà a dimostrare che “la classe non è acqua”; e allora:

 

¡ A Ú P A, A L E J A N D R O !

 

 

 

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valverde-vittoria25 aprile 2015: il corridore iberico ha compiuto 35 anni e ha voluto festeggiare il genetliaco in maniera principesca. Domenica 19: 2° all’ Amstel Gold Race dietro al polacco Michal Kwiatkowski, campione del mondo (fotografia in alto); mercoledì 22:  alla Freccia Vallone (e tre !); domenica 26:  alla Liegi-Bastogne-Liegi (e tre! – fotografia in basso): la più succulenta settimana della sua fulgida carriera

 

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Ecco il sontuoso podio del TOUR DE FRANCE 2015 :
 1° CHRIS FROOME,
 2° NAIRO QUINTANA
 a 1’12”,
 3° ALEJANDRO EL GRANDE a 5’25”: è il suo primo podio sugli Champs-Élysées

 

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Onore ai vincitori delle varie classifiche: FROOME generale e scalatori, SAGAN a punti, QUINTANA giovani, BARDET combattività, MOVISTAR a squadre; ma onore anche ai vinti, rappresentati da SÉBASTIEN CHAVANEL della FDJ, ultimo arrivato (160° su 198 partenti, a 4h 56′ 59”), il quale però sa anche vincere

 

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     Progetti  di. . .  guerra !

 

 

 

 

 

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 Quadretto famigliare

 

 

 

 

 

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Un suo ennesimo sprint micidiale. Quarta tappa della VUELTA 2015: li mette in fila tutti quanti, a cominciare da Peter SAGAN, che il 27 settembre a Richmond (Virginia, U. S. A. ) conquisterà la maglia iridata davanti a Matthews, Navardauskas, Kristoff e Valverde

 

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             ” I  quattro  moschettieri “

 

da sinistra: RODRÍGUEZ  (combinata)
 
ARU   (classifica generale)
 
VALVERDE  (punti)
 FRAILE  (gpm) 
 
                                  

 

 

 “EL IMBATIDO”:  in classifica generale (a 6’47” da Fabio ARU) e due vittorie: a punti su “Purito” Rodríguez ed Esteban Chaves, a squadre (Movistar su Sky e Katusha)

 

 


 Freccia Vallone 2016
: che sprint sull’irlandese Daniel Martin e sul francese Julian Alaphilippe ! E quattro: un record assoluto in questa classica delle Ardenne; sul podio, insieme lui, la fortissima Anna van der Breggen, l’olandese che ha trionfato nella prova femminile

 

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 Mondiali su strada. Il campione di Murcia è un abbonato al podio (due volte 2° e quattro volte 3°: un altro record). A sinistra, Valkenburg 2012, insieme al belga Philippe Gilbert e al norvegese Edvald Boasson Hagen; a destra, Firenze 2013, di nuovo in eccellente compagnia, cioè l’altro iberico Joaquim Rodríguez e il portoghese Rui Alberto Faria Da Costa, anche lui della Movistar, che passerà all’italiana Lampre-Merida: il primo, e unico, lusitano che ha conquistato la maglia iridata
 (P. S. A Firenze c’ero anch’io, lungo la salita che porta a Fiesole)

 

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E finalmente, a 36 anni compiuti, l’esordio al Giro d’ Italia, dove comincia e procede molto bene fino a quando incappa, ahimè !, in una giornata-no a Corvara: molti lo danno per spacciato, ma il corridore che porta l’ appellativo di “EL IMBATIDO” è uno che non molla. Infatti ritorna subito il Valverde che io ho “battezzato” Alejandro el Grande e lo dimostra nella contrarreloj (= prova a cronometro) Castelrotto – Alpe di Siusi: un 3° posto principesco, a soli 23″ dal russo Foliforov e dalla maglia rosa Kruijswijk. Un giorno di riposo, e si riparte con la Bressanone-Andalo: il murciano, l’olandese in rosa e il russo Zakarin attaccano e lasciano tutti per strada; Valverde trionfa da par suo ed è 3° in classifica, posizione che conserverà fino a Torino: nella capitale sabauda conclude il Giro raggiungendo i due obiettivi che si era prefisso alla partenza: una vittoria di tappa e il podio. A Pinerolo ho avuto il grandissimo piacere di rivederlo e di offrirgli queste pagine che illustrano e omaggiano la sua straordinaria carriera

 

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 ” ALEJANDRO EL GRANDE “

 

 

 

valverde-tifosi

 

 ¡ ARRIBA  ESPAÑA  y  ARRIBA  VALVERDE !

 

 

 

( Le due ultime immagini sono di Enzo RIVELLA, mio amico e grande appassionato di fotografia e di ciclismo. Pinerolo, il 27 maggio 2016, è stato il preludio di una collaborazione che – come speriamo – sarà assidua, proficua e divertente)

 
 

 


 La stagione 2017 del Imbatido comincia l’ 11 febbraio con la vittoria ( e sono 5 ) nella Vuelta a Murcia. Valverde corre sulle strade di casa: a 80 km dall’arrivo decide di prendere il volo ( ” ¡ Saludos, amigos ! “ ) e compie un numero dei suoi vincendo, anzi stravincendo, con 2’10” di vantaggio . . .

 

 


 . . . e prosegue una settimana dopo con la Vuelta a Andalucia, vincendo la 1a tappa a Granada e facendo cinquina nella classifica finale ( 2003-2017: 100 vittorie da professionista ): sul podio lo affiancano Alberto Contador e Thibaut Pinot
 

 

 

 

 

 

 

 

3a tappa Mataró – La Molina: e una !
 

 

 

 

 

5a tappa Valls – Lo Port de Tortosa: e due !!

 

 

 

 

7a tappa Barcelona – Barcelona: e tre !!!

 

 

 

 

… e quattro !!!!

 

Nel prestigioso Giro di Catalogna, che vanta una lista di partenti di prim’ ordine e un albo d’ oro con tanti nomi illustri, Valverde compie un’ impresa che ha pochissimi precedenti nella storia del ciclismo: in 7 giorni  (20-26 marzo) 3 vittorie di tappa e 1° in 3 classifiche – finale, GPM e a punti  – mentre la Movistar prevale in quella a squadre, testimoniando il suo predominio schiacciante. Sul podio di Barcellona, ancora una volta Contador  (1′ 03″ ) insieme a Marc SOLER ( 1′ 16″ ) , un  gregario di lusso che ha fatto e farà parlare molto di sé

 

 

Andalusia, Catalogna e País Vasco: per la terza volta consecutiva Alberto Contador si congratula con lui. Nel ’16 El Pistolero si era imposto davanti ai colombiani Sergio Henao e Nairo Quintana (in alto a sinistra): ma stavolta non è riuscito a fare centro ! Per Valverde altri 2 successi: tappa di Eibar e classifica finale ( Contador a 9″, Ion Izaguirre a 15″); è la 19a vittoria in una gara a tappe.

 
 

Diego ROSA

       
 

 

 

 

 

 

 

San DAMIANO d’ Asti   CORNELIANO d’ Alba:
 
siamo  quasi  compaesani !

 

 

 

 

 

1° ottobre 2015: Milano – Torino

 

S U P E R G A = S U P E R R O S A  ! ! !
 

 

                     

 

 

  Vuelta al País Vasco: 8 aprile 2016, tappa 5 Orio – Éibar  (Santuario de Arrate).

 

Fuga solitaria di oltre 100 km, 8 GPM, una vittoria – anzi un vero e proprio trionfo – da inquadrare, lasciando Sergio Henao e Alberto Contador a 3’13”

 

                    

 

 

 

 

1° ottobre 2016: GIRO di LOMBARDIA 

 

200 partiti, 61 arrivati. Stretto nella morsa di 2 colombiani, batte Rigoberto URÁN  ma viene “bruciato” da Esteban CHAVES:

 


 
” B o i a   f à u s  ! ”  

 

 

 

 

 

 

A L É    D I E G O O O   ! ! !
 

 

 

 

 

 

                    *                  *                 *  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C O P P I   +  B A R T A L I  =    D I E G O   R O S A   ! ! !     

 

 

 

 *     *     *

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    22 – 25 marzo  2018 

 

Intestata al Campionissimo e a Ginettaccio, questa gara a tappe in terra d’ Emilia ha visto “sbocciare” ( siamo in primavera, no? ) Diego ROSA . Si comincia con la vittoria della SKY nella cronosquadre della 2a semitappa; il giorno dopo, il forte olandese Bauke MOLLEMA precede il nostro, che passa in testa alla classifica generale; tappa n° 4, crono individuale: vince lo sloveno Jan TRATNIK e per Diego – a 10″ – altra piazza d’onore che però vuol dire il successo finale. Su un podio di tutto rispetto, il brindisi d’obbligo e il giubilo con i due battuti: MOLLEMA a 20″ e Richard CARAPAZ a 1’03”, ennesimo talento sudamericano ( la durissima tappa Montevergine di Mercogliano  e il 4° posto in classifica al Giro d’Italia, a 5’44” da Chris FROOME; in Ecuador, festa nazionale imponente e fantasiosa, come usa da quelle parti: per il ciclismo è una data storica ) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lance ARMSTRONG 1999 – 2005

 

C’ est à dire…

 

Le  Tour

 

de  Lance

 
 

1999 – 2005

 
 

L a n c e   A R M S T R O N G :

 

l e   R O I   ! ! ! ! ! ! !

 

 

” P R O S I T ! ”  (1-2-3-4-5-6-7)

 
 

1999

 

 
 

A R M S T R O N G
 

 

tappe 4 (3 crono ind.) – giallo  15

 

Alez  ZÜLLE  (Svi)  7′ 37″

 

Fernando  ESCARTÍN  (Spa)  10′ 26″

 
 

2000

 

 
 

A R M S T R O N G

 

tappe 1 ( crono ind. ) – giallo 12

 

 Jan  ULLRICH  ( Ger )  6′ 02″

 

Joseba  BELOKI  ( Spa )  10′ 04″

 
 

2001

 

 
 

A R M S T R O N G

 

tappe 4 ( 2 crono ind. ) – giallo  8

 

Jan  ULLRICH  ( Ger )  6′ 44″

 

Joseba  BELOKI  ( Spa )  9′ 05″

 
 

2002

 

 

 

 
 

A R M S T R O N G

 

tappe 4 (due crono ) – giallo 11

 

Joseba  BELOKI  ( Spa ) 7′ 17″

 

Raimundas  RUMŠAS  ( Lit )  8′ 17″

 
 

A sinistra, io e il simpaticissimo spagnolo José Luis RUBIERA ( detto ‘Chechu‘ ) con la maglia della Kelme. Nato a Gijón il 27 gennaio 1973, professionista dal ’95 al 2010, è diventato fedelissimo scudiero di Lance Armstrong nel 2001, uno di quelli che gli ‘spianavano’ le montagne, grazie alle sue eccellenti doti di grimpeur: 5 maglie gialle del texano – ’01-’05 – portano dunque il suo autografo. Ha vinto 8 corse, fra cui 2 tappe del Giro d’ Italia ’97 e 2000; a destra, batte Gilberto Simoni, in ‘rosa’  nel ’01 e ’03

 
 

A  la  derecha:

 

” C H E C H U ”
 
y
 
M I G U E L

 
 

2003

 

 

A R M S T R O N G

 

 tappa 1 ( crono ind. ) – giallo  13

 

 Jan  ULLRICH  ( Ger )  1′ 01″

 

  Aleksandr  VINOKUROV  ( Kaz )  4′ 14″

 
 

4 x 5 = 20
 
Da sinistra:
 Bernard HINAULT ( ’78-’79,’80-’82)
 Eddy MERCKX ( ’69-’72,’74)
 ARMSTRONG  (che stabilirà
 il nuovo record)
 
Miguel INDURAIN ( ’91-’95 )

 
 

A quota 5 un altro grande campione
  Jacques ANQUETIL
 
(1934 -1987): ’57, ’61-’64

 
 

2004

 

 
 

A R M S T R O N G

 

tappe 4 (1 crono ind.
 e 1 squadre ) – giallo 7

 

Andreas  KLÖDEN  ( Ger )  6′ 19″

 

Ivan BASSO  ( Ita )  6′ 40″

 
 

2005

 

 
 

A R M S T R O N G

 

1 tappa ( cronosquadre ) – giallo  17

 

Ivan  BASSO  ( Ita )  4′ 40″

 

Jan  ULLRICH  ( Ger )  6′ 21″

 
 
 

 

 

Ferdi KÜBLER

 

29/12 /2016: Ferdi  KÜBLER,  l’ultimo  traguardo

 
 

Ferdinand ( “Ferdi” )  KÜBLER nato il 24 luglio 1919 a Marthalen e scomparso a Zurigo il 29 dicembre 2016. Campione con la “C” maiuscola, talentuoso e poliedrico (strada, pista, ciclocross), quasi sempre forte, spesso fortissimo, nel corso della sua ricca e sfavillante carriera si è scontrato con una serie di campioni, pietre miliari nella storia del ciclismo, un’ autentica “età dell’oro” : Bartali, Coppi, Magni, Bobet, Van Steenbergen, Ockers e tanti tanti comprimari

 

Da professionista (1940-1957) si è imposto in una miriade di prove. Tour de France 1950 (3 vittorie di tappa, 11 gg in giallo; 2° Stan Ockers a 9’30”, 3° Louison Bobet a 20’19”, vittorioso 3 volte: ’51-’53); Giro d’ Italia: 4°, 3°, 3° nel  ’50, ’51, ’52; 3 Giri di Svizzera ( ’42, ’48, ’51), 2 di Romandia ( ’48 e ’51). Gare in linea: campionati del mondo, 3 volte sul podio: ’49 argento a Copenaghen (1° Van Steenbergen, 3° Coppi), ’50 bronzo a Moorslede, ’51 oro a Varese sugli italiani Fiorenzo Magni e Antonio Bevilacqua (in alto a sinistra); ’51-’52: doppietta consecutiva In Liegi-Bastogne-Liegi e Freccia Vallone; nel 1953 Bordeaux-Parigi, nel ’56  Milano-Torino ( la più antica classica del calendario mondiale: 1876, 8 partenti – in velocipede – 4 arrivati, 1° Paolo MAGRETTI). Per chiudere, 3 volte vittorioso nella Challenge Desgrange-Colombo, che assegnava punteggi relativi ai 3 grandi Giri e alle principali prove in linea

 

 

*        *        *

 

Altri 4 atleti elvetici che occupano un posto d’onore

 

nella galleria dei grandi campioni

 
 

H u g o   K O B L E T

 
 

(Zurigo 21 marzo 1925 – Uster  6 novembre 1964 ). Straordinario sul passo, eccellente pistard, professionista dal ’46 al ’58, con quasi 200 vittorie; nel 1950un posto nella storia: il primo straniero a vincere il Giro d’ Italia (2 successi parziali, 2° Bartali a 5’12”), poi 2 secondi posti: nel ’53 a 1′ 29″ da Coppi e nel ’54 a 24′ 16″ dal suo ‘gregario’ Carlo Clerici; Tour de France ’51: in giallo a Parigi con 5 vittorie di tappa (2° Raphaël Geminiani a 22 minuti); 3 Giri di Svizzera ( ’50, ’53, ’55), 2 di Romandia (’53 e ’55). In pista si impose in quantità di Sei giorni e fu 2° ai mondiali di inseguimento (’51 e ’54, entrambe le volte battuto dagli italiani Antonio Bevilacqua e Guido Messina). Signorile, elegante, stimato e benvoluto, quasi idolatrato  – insomma, una vera e propria star – omaggiato con diversi appellativi e qualifiche: “Falco biondo”, “Pédaleur de charme“… La sua scomparsa in un incidente automobilistico ha destato come è logico un cordoglio assai vivo, e non solo fra gli innumerevoli tifosi e ammiratori

 
 

T o n y  R O M I N G E R

 
 

Nato a Vejle (Danimarca) il 27 marzo 1961, professionista ’86-’97, atleta “quasi” completo: gli mancava soltanto lo sprint, ma in compenso era tra i più forti nella gare a tappe di lunga o media durata e nelle prove contro il tempo sia in pianura che quando le pendenze erano più o meno arcigne. Ha corso molti anni per squadre spagnole, con tanti i successi in terra iberica fra cui 3 volte consecutive la Vuelta: ’92-’94, rispettivamente con 2, 3, 6 tappe;  al Giro d’Italia ’95 (con 4 tappe, di cui 3 a cronometro),  davanti e Berzin e Ugrumov;  al Tour de France 1993, a 4’59” dal grandissimo Miguel INDURAIN. E poi le gare a tappe “minori” ma tutte di alto livello: Romandia ’91 e ’95, Parigi-Nizza ’91 e ’94, Tirreno-Adriatico ’89-’90.
 Nel suo ricco palmarès, il Lombardia ’89 e ’92, e le tantissime prove contro il tempo:Trofeo Baracchi ’91, Grand Prix des Nations ’94 (9 le vittorie di Jacques ANQUETIL), bronzo ai mondiali 1996 a Lugano, miglior prestazione mondiale sull’ora nel ’95 a Bordeaux con km 55.291. Per chiudere, 4 volte “Sportivo svizzero dell’anno” (’89, ’92-’94) e  nella classifica UCI World Tour ’94

 
 

A l e x   Z Ü L L E

 
 

Nato a Wil il 5 luglio 1968, professionista ’91-2004, specialista nelle gare a tappe di lunga e media durata, con vittorie e piazzamenti di rilievo. Eccellente scalatore e cronoman, ma condizionato in maniera a volte irreparabile dalla forte miopia (quante cadute, soprattutto in discesa !), altrimenti avrebbe ottenuto un maggior numero di vittorie. Correndo molti anni in Spagna e per squadre spagnole, ha vinto in Catalogna, Castiglia, Asturie, Paesi Baschi e altrove, ma spicca la doppietta consecutiva alla Vuelta: nel ’96 davanti ai connazionali Laurent Dufaux e Rominger, nel ’97 battendo lo spagnolo Fernando Escartín e ancora Dufaux; al Tour de France due volte : nel ’95 a 4’35” da Miguel INDURAIN e davanti a Bjarne RIIS (foto a destra), nel ’99 a 7’37” da Lance Armstrong e davanti a Escartín; e ancora: nel ’93 la Parigi-Nizza, nel 2002 il Giro di Svizzera; primattore al Giro d’Italia 1998 con 3 vittorie di tappa, di cui 2 a cronometro e 12 giorni in rosa: ma la sentenza delle Dolomiti fu spietata: 14° posto finale, vittoria di Marco PANTANI; contro le lancette, la maglia iridata di Lugano ’96, mettendo in fila Chris Boardman e Rominger:
 un podio davvero aristocratico

 
 

F a b i a n  C A N C E L L A R A

 
 

Nato a Berna il 18 marzo 1981, professionista 2001-2016; il padre è di origine lucana (provincia di Potenza). Cominciamo da quello che NON ha vinto: 11 Tour de France e 4 ritiri; Giro d’ Italia 3-3, Vuelta 7-7: una stazza come la sua dice un ” NO ! ” senza appello alle grandi montagne, e dunque… In compenso, Giro di Danimarca ’06, Tirreno-Adriatico ’08 e Giro di Svizzera ’09. Nelle prove contro il tempo assume il nome d’arte ‘CronoFabian’ 4 mondiali professionisti (’06 Salisburgo, ’07 Stoccarda, ’09 Mendrisio, ’10 Melbourne) e 2 juniores: ‘98 Valkenburg, ’99 Verona; Olimpiadi: Pechino ’08, Rio de Janeiro ’16: e chissà quante altre vittorie in questa specialità. Per le gare in linea, soprattutto se lunghe e dure – meglio ancora se durissime e lunghissime – muta il nome d’ arte in ‘FabianTornado’ o ‘TsunamiFabian’ : Parigi-Roubaix  ’06, ’10, ’13; Giro delle Fiandre ’10, ’13-’14; ; Milano-Sanremo ’08-09; Strade Bianche ’12 e ’16, E3 Harelbeke ’10, ’11, ’13: è quasi un abbonato ai tre gradini del podio; si aggiunga la raffica di titoli elvetici in linea e contro il tempo.
 Miglior piazzamento UCI World Tour  il 7° posto nel ’13
 e 2 volte “Sportivo svizzero dell’ anno”: ’08, ’16

 

 

Podio cronoiridato 2010 (a 1’02” David MILLAR, a 1’12” Tony MARTIN:
 il tedesco ha raggiunto Cancellara a quota 4 : ’11-’13 e ’16)

 
 

Yukiya ARASHIRO

 

Ecco il giapponese YUKIYA ARASHIRO. Nato il 22 settembre 1984 e professionista dal 2006, lo vediamo con la maglia di campione nazionale del Sol Levante e insieme a un suo… tifoso a quattro zampe. Nel 2016 ha corso per la Lampre-Merida e si è distinto nella 6a tappa del Tour de France 2016 conquistando il premio della combattività in quanto protagonista di una lunghissima fuga – quasi 170 km – insieme a Jan BÁRTA (Rep. Ceca); nel 2017 una nuova maglia per il nipponico: è infatti passato alla Bahrain-Merida

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

新      城           幸      也         万         歳

 

   Ara  shiro   Yuki  ya    ban   zai ! 

 

                            ARASHIRO       YUKIYA            BANZAI   !

 
 

Lotta LEPISTÖ


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

… ET  LE  DIEU  DU  CYCLISME  CRÉA

 

L O T T A      L E P I S T Ö  ! ! !

 

 

 

 

 

 

          « Allez  B. B. ! »                                                                             « Tsemppiä  L. L. ! »

 

 

 

 

DOHA (Qatar) 9 -16 ottobre 2016. I mondiali di ciclismo su strada iniziano con la cronometro a squadre donne élite. Questo l’ordine d’arrivo: 1. Boels – Dolmans (Ola), 2. Canyon-Sram (Ger) a 48″, 3. Cervélo-Bigla (Svi) a 1’58”; il giorno 15 nella prova su strada – sempre élite –  Amalie DIDERIKSEN (Dan)  “brucia” Kirsten WILD (Ola) e la finlandese Lotta LEPISTÖ

 

 

 

Sopra: il podio della cronosquadre è davvero storico: una “prima” mondiale assoluta per la Finlandia, poiché della formazione svizzera fa parte Lotta (la prima a sinistra). Sotto:  lo sprint al cardiopalmo della prova in linea, che significa un altro podio: insomma, due medaglie di bronzo in sei giorni, e quindi un posto memorabile nella favola bella del ciclismo

 

 

 

Quando è stata chiamata per la premiazione, Lotta ha improvvisato, per una ventina di secondi, uno show che mi ha letteralmente tolto il fiato: lo spettacolo di un’ atleta nordica che esulta in un modo così veemente, sanguigno, diciamo pure … caliente, mi ha lasciato senza parola, mi ha folgorato. A questa folgorazione ha contribuito in maniera determinante il fatto che se per ipotesi fosse capitato a me di salire su un podio mondiale, mi sarei comportato allo stesso modo: anzi, avrei rincarato la dose, nel modo e nei tempi !!! E dunque quattro immagini che non hanno bisogno di commento, poiché parlano, anzi gridano, da sole

   

Nata il 28 giugno 1989, ha conquistato 8 titoli nazionali élite (5 in linea, 3 a cronometro); nel 2016 ha ottenuto sei vittorie. Va bene in salita, sul passo e in volata; insomma, non le manca proprio nulla: sentiremo ancora parlare di lei, non c’è dubbio. Chiudiamo con altre 4 immagini: le congratulazioni di Eddy MERCKX  (la ‘storia’ e la ‘leggenda’ del ciclismo si stringono la mano), Lotta “floreale”, una volata principesca, un costume tipico della sua terra e,                                    dulcis in fundo,
 ” Complimenti ! ” ( naturalmente in lingua finlandese)

 

   

 

   

 

      

 

 

 

La stagione 2017 si è aperta per Lotta in maniera principesca. Infatti nel giro di cinque giorni è stata mattatrice, mettendo all’ attivo una doppietta di alta classe in importanti gare in Belgio. Il 22 marzo nella Dwars door Vlaanderen ( cioè ‘Attraverso le Fiandre’ ) ha  “bruciato” Grace Elvin, australiana e Lisa Brennauer, tedesca …

 

 

 

 

… e il giorno 26 ha concesso la replica in un’ altra classica, la Gand-Wevelgem: questa volta   la accompagnano sul podio la belga Jolien D’ Hoore e la statunitense Coryn Rivera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La tappa del GIRO ROSA che si conclude a Roseto degli Abruzzi (Teramo) vede Lotta piazzare un altro dei suoi sprint mozzafiato davanti a due “stelle”: la statunitense  Coryn RIVERA – che vincerà la corsa – e la nostra Giorgia BRONZINI (due volte iridata); tre giorni dopo a Polla ( Salerno ) di nuovo sul  podio, insieme a Marta BASTIANELLI e ancora alla BRONZINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

13 agosto. Altra volata, altra vittoria, altro podio di rilievo: a Vårgårda, in Svezia, “giustizia” l’ olandese Marianne VOS ( tre iridi e attuale campionessa d’Europa ) e la canadese Leah  KIRCHMANN

 

 

 

 

 

 

17 settembre – A Bergen, in Norvegia, campionati del mondo su strada. Come a Doha nel 2016, la Cervélo-Bigla è terza ( a 28″ ) nella cronosquadre, preceduta da Sunweb e Boels-Dolmans: e dunque ancora medaglia di bronzo per Pauliina e compagne

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E siamo nel 2018, di fronte al . . . quasi chilometrico nome di una gara – cinque tappe – in terra britannica, vinta dalla fortissima statunitense Coryn RIVERA davanti a Marianne Vos e Danielle Rowe. Dopo il 2° posto a Worcester dietro la danese Amelie DIDERIKSEN ( guarda un po’: oro su strada ai mondiali di Doha 2016 e bronzo per Pauliina: cfr. sopra ), il 17 giugno arriva la più trionfale vittoria della sua carriera: riesce a svettare su tre ex-campionesse del mondo, cioè Giorgia BRONZINI ( 2 volte ), Marianne VOS ( 3 ) e  Marta BASTIANELLI ( 1 ) 

 

 

 

 

 

 

Loistavaa,  LOTTA  PAULIINA  ! ! !  Jatka   samaan   tahtiin  ! ! ! 

 

( Splendido, L. P.  ! ! !  Continua con lo stesso passo  ! ! ! )